venerdì 10 agosto 2012

Finestra a comò

   
Quest'anno a Leros, come faccio spesso, mi sono messo a riordinare la cantina.
La cantina di una casa che proprio quest'anno spegne 130 candeline, ha necessariamente una storia particolare; lì finiscono cose che non servono più, ma che non sono ancora diventate inutili.
Oggetti che spesso possono trovare una nuova vita e una diversa funzione, impazienti di essere "ri-usati".
Fra le varie cose irrimediabilmente destinate ai rifiuti, ho notato due ante della vecchia finestra della cucina.
Due oggetti che hanno alloggiato nella casa per tanto tempo, testimoni del vissuto delle persone che l'hanno abitata negli anni passati.
Così, insieme a mia cognata Jo, abbiamo pensato di utilizzarle per costruire un comò in una delle stanze da letto.
Dopo aver fatto un piccolo progetto, aver preso alcune misure, ho cominciato a lavorare i pezzi necessari alla realizzazione del comò.

Ovviamente con calma riflessiva, senza tempi imposti e lasciandomi guidare dal ciclo naturale della giornata.
Comunque in tempo per gustarmi una Caipirinha preparata da Giancarlo e Jo al tramonto.

La mattina seguente, prima di andare al mare, ho preso diverse misure e montato i ripiani interni nel vano trapezioidale posto sotto la finestra.
Ovviamente il momento del meritato pranzo a base di pesce al ristorantino di Pandeli, in riva al mare, è arrivato per ricordarmi di raggiungere il mio amico Augusto, alle prese col dubbio amletico su quale tipo di pesce ordinare...
Poi nel pomeriggio, dopo un paio d'ore di riposo, ho finito di montare i pezzi per il comò.


E sono rimasto piuttosto soddisfatto del risultato, vista la somiglianza stessa con la mia visione, che avevo rappresentato su un pezzo di carta, in fase di progettazione.

Soddisfatto anche di aver finito il lavoro prima del tramonto, preludio ad una serata in riva la mare con la luna...




lunedì 7 maggio 2012

Prestiti scaduti di Petros Markaris

Se volete capire qualcosa della Grecia e soprattutto dei greci in questo momento storico alle prese con una crisi economica più devastante di qualsiasi altra guerra precedente, questo romanzo può darvi un'idea molto nitida; più di decine di articoli giornalistici e interventi di opinionisti e sociologi vari.
A volte, per dire la verità, nulla è meglio di una sincera finzione.
Un esempio? Eccolo.
...Il commissario si rivolse ad un agente immobiliare: "Vedo che avete grande offerta di terreni".
"E' uscito il nuovo modello della Jeep Cherokee. Tutte le volte che la Jeep o la Land Rover fannouscire un nuovo modello aumenta l'offerta di terreni in vendita" rispose l'agente ridendo.
"E perchè?"
"Perchè un proprietario su due vende un terreno per comprarsi il fuoristrada nuovo"...

Sinossi: "Caterina, la figlia del commissario Charitos, sta per sposarsi, e lui, per l’occasione, è talmente felice da aver deciso perfino di cambiare la sua storica auto: una Seat Ibiza con tanto di navigatore satellitare al posto della vecchia e gloriosa Mirafiori. Ma ecco che un omicidio inusuale turba quel momento di serenità. L’ex direttore di una grossa banca viene trovato morto nel suo giardino, decapitato di netto, probabilmente con una spada. E non è finita: qualche giorno dopo, un altro direttore di banca,questa volta un inglese, va incontro alla stessa sorte: decapitato con un colpo netto. La seconda vittima è uno straniero, l’agitazione si diffonde. Bisogna fare qualcosa, non c’è un minuto da perdere.Markaris torna con il commissario Charitos, e non solo: suo è l’umorismo amaro e politicamente scorretto a cui siamo ormai abituati, e suo è il consueto metodo d’indagine, fatto di cautela, di circospezione, dato che gli avversari ora non sono solo i tradizionali “cattivi”, ma gli stessi mezzi di comunicazione,i politici che perseguono i loro interessi,e come sempre i colleghi che mettono al commissario i bastoni tra le ruote"

venerdì 6 aprile 2012

Lasciami entrare di John Ajvide Lindqvist

Molto avvincente, inquietante sui tratti più "quotidiani" e sulla tristezza di una periferia senza identità di una ricca città occidentale.
Spaventano le contraddizioni, più che i vampiri. Veri o presunti.
Da leggere se piace il genere o anche solo per curiosità.

Sinossi: "A Blackeberg, quartiere degradato alla periferia ovest di Stoccolma, il ritrovamento del cadavere completamente dissanguato di un ragazzo segna l'inizio di una lunga scia di morte. Sembrerebbe trattarsi di omicidi rituali, ma anche c'è anche chi pensa all'opera di un serial killer. Mentre nel quartiere si diffonde la paura, il dodicenne Oskar, affascinato dalle imprese dell'assassino, gioisce segretamente sperando che sia finalmente giunta l'ora della rivalsa nei confronti dei bulletti che ogni giorno lo tormentano a scuola. Ma non è l'unica novità nella sua vita, perché Oskar ha finalmente un'amica, una coetanea che si è appena trasferita nel quartiere. Presto i due ragazzini diventano più che semplici amici. Ma c'è qualcosa di strano in Eli, dal viso smunto, i capelli scuri e i grandi occhi. Emana uno strano odore, non ha mai freddo, se salta sembra volare e, soprattutto, esce di casa soltanto la notte... "Lasciami entrare" è una storia d'amore, vendetta e vampiri, un racconto sul dolore dell'infanzia e la forza dell'amicizia, dove sangue e orrore devono piegarsi alla potenza dell'amore e alla voglia di vivere.